Corrado Ocone
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Saggi e articoli
02 aprile 2016
Il liberalismo nel Novecento

Rosamaria Bitetti - il Foglio

Ha fatto più danni Croce al liberalismo in Italia che Marx o Keynes. Introducendo la peregrina distinzione fra liberali e liberisti, ha svuotato il liberalismo delle sue istanze più progressiste di giustizia sociale. Senza la lotta, economica e politica, per una società in cui le possibilità di migliorare la propria condizione sono diritto di ogni individuo, il liberalismo non era che un vezzo di conservatori che, dai loro salotti ben forniti di libri, potevano guardare alla storia senza preoccuparsi dell'ingiustizia delle istituzioni. 
In parte, questo è colpa di Croce, in parte dei suoi esegeti: per questo è ancor più significativo che un crociano di ferro come Corrado Ocone abbia deciso di allargare la discussione sul liberalismo a quegli autori - Popper, Hayek, Leoni, Oakeshott - che la distinzione crociana aveva lasciato fuori dal mainstream. Autori che erano stati finora vessillo di un gruppo sparuto di coraggiosi studiosi - per la verità molto spesso pubblicati da Rubbettino, a cui va il merito di aver reso disponibile una visione impopolare del liberalismo - tacciati di essere pericolosi estremisti. Liberisti, anzi: perché da Croce in poi questa era una definizione sprezzante, e ha fatto sì che questi autori, come dice lo stesso Ocone parlando di Hayek, fossero più noti che conosciuti, trasformati in bersaglio di comodo di un liberismo inumano, nonostante la loro opera fosse interamente votata a capire come favorire gli svantaggiati. Com'è noto, questi hanno legato indissolubilmente libertà economiche e libertà personali perché chi detiene tutti i mezzi controlla tutti i fini: è impossibile perseguire le proprie finalità, che siano materiali o ideali, morali o estetiche, senza avere il controllo dei mezzi, e questo significa proprietà privata diffusa. Croce invece aveva l'esigenza filosofica di slegare questi due aspetti per evitare una sorta di determinismo, e fondare il liberalismo come concezione di vita, non politica. Ma allora diventa difficile capire cosa sia, questo liberalismo. E infatti Croce non dà definizioni concrete o criteri che permettano di fare distinzioni, ma solo risposte particolari e contingenti, ognuna storicamente situata. Di questo tiene conto il saggio. Quanto sia riuscita l'operazione di Ocone di deomogeneizzare il pensiero di Croce e farlo dialogare con autori più autenticamente liberali, è risposta che va lasciata al lettore: è sicuramente bello leggere un autore con l'onestà intellettuale di cambiare idea, al punto dall'ammettere che il proprio pensatore di riferimento, nella celebre querelle con Einaudi che fece perdere le ali al liberalismo italiano, sedesse dalla parte del torto.

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30 luglio 2017

Allah e la scienza
Santa Severa
Ore 21,00. Castello di Santa Severa (frazione di Santa Marinella, provincia di Roma, Via Aurelia SS1 Km 52,600). Presentazione del libro di Elio Cadelo, Allah e la scienza: un dialogo impossibile? (Palombi) Introduce; Irene Pignatelli. Presenta: Corrado Ocone
07 giugno 2017

Gli Scritti selvaggi di Desiderio
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Ore 18,00. Fondazione Luigi Einaudi (Largo dei Fiorentini, 1). Presentazione del volume di Giancristiano Desiderio, Scritti selvaggi. O della lotta con la vita che ci divora (Rubbettino). Saluti: Giuseppe Benedetto. Intervengono: Gennaro Malgieri, Corrado Ocone, Nicola Porro. Modera: Giuseppe di Leo. Organizzata dalla Fondazione Luigi Einaudi di Roma.
24 maggio 2017

Benedetto Croce e i valori dell’Occidente
Roma
Ore 18,00. Centro Studi Americani (Via Michelangelo Caetani, 32). "Benedetto Croce e i valori dell'Occidente". Saluti: Paolo Messa. Intervengono: Fausto Bertinotti, Marco Gervasoni, Luciano Pellicani, Gaetano Quagliariello. Modera: Alessandro Giuli. L'incontro prende spunto dai volumi di Corrado Ocone: Attualità di Benedetto Croce (Castelvecchi) e Il liberalismo nel Novecento. Da Croce a Berlin (Rubbettino)
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